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09 febbraio LA SICUREZZA DEGLI OGGETTIL'altra sera mi hanno rubato la macchina, una Golf blu scuro che era il mio orgoglio.....ho ancora fresca la scena di mio padre che torna su casa e ci annuncia che ce l'hanno rubata....pensavo ad una dimenticanza a un abbaglio....ricordo come mi sono sentito quando sono scesi entrambi a controllare in tutto il quartiere e mi hanno annunciato che non si trovava......era la sera prima dell'esame.....ero talmente carico perchè era un mese che non uscivo di casa per studiare e volevo solo che arrivasse la mattina e liberarmi di quel peso......ricordo che quando ho capito che era vero mi sono messo la testa tra le mani e sono rimasto in silenzio per mezz'ora.......con lo sguardo vuoto di chi è shockato.....i miei genitori sono venuti lì e hanno iniziato a rincuorarmi, a dirmi che non era successo niente....che le cose importanti nella vita sono altre.....che la macchina è un oggetto......contano le persone, la salute.........mi chiedevo come facessero a restare così tranquilli nelle loro reazioni.....non c'era vena di isteria c'era una serena accettazione della cosa....e sia chiaro, non è perchè navighiamo nell'oro, anzi....era l'unica macchina di casa......quella prima è andata bruciata in un incendio (ma questo è un altro discorso......). Il senso del discorso è che mi sono sentito molto immaturo, mi sono sentito che avevo molto da imparare da chi ha vissuto 40 anni di vita più di me......non riuscivo a staccarmi da tutti quei ricordi che mi assalivano....i giorni della decisione di comprarla con conseguenti lotte tra le macchine in lizza.......la prima volta che l'ho guidata......l'insicurezza nell'affrontare le strettoie delle strade e del garage per non rovinare il "gioiello di casa".....le serate a scarrozzare gli amici o gli sconosciuti......le serate con una certa persona, quando la macchina era la nostra casa.......le serate ubriaco a folle velocità sulle strade "perchè tanto sono sulla Golf non mi può succedere niente"......i lunghi viaggi per andare al mare in Calabria.......le ore nel traffico di Roma allietate dalle luci blu del quadrante.......e potrei raccontarne mille delle cose che mi sono venute in mente in quella mezz'ora.....e poi la collegavo all'immagine di qualche sudicio pezzo di merda che metteva le sue mani sporche per forzare lo sportello, collegare i fili e mettere il suo culo rotto sul sedile e poi partire per andare a fare i soldi con la "MIA" roba....ma soprattutto con un qualcosa comprato con il sudore del lavoro dei miei genitori.......
Non so cosa penserete di questo post, ma so che non mi vergogno di quello che provo.....gli oggetti non sono oggetti....gli oggetti parlano di noi......"siamo" noi......sono la testimonianza del del nostro passato....del nostro esserci stati.....
io conservo tutto.....foto, biglietti dei concerti, del cinema, delle partite, regali......
si, signor giudice, mi dichiaro "colpevole", colpevole della mia schiavitù, della mia dipendenza dalle certezze, quelle che danno gli oggetti, la sicurezza degli oggetti........
"Ogni oggetto in noi suol trasformarsi secondo le immagini ch'esso evoca e raggruppa intorno a sé. Certo un oggetto può piacere anche per se stesso ma ben più spesso il piacere che un oggetto ci procura non si trova nell'oggetto per se medesimo. La fantasia lo abbellisce cingendolo e quasi irraggiandolo di immagini care. Né noi lo percepiamo più qual esso è, ma così, quasi animato dalle immagini che suscita in noi o che le nostre abitudini vi associano. Nell'oggetto, insomma, noi amiamo quel che ci mettiamo di noi, l'accordo, l'armonia che stabiliamo tra esso e noi, l'anima che esso acquista per noi soltanto e che è formata dai nostri ricordi" (L.Pirandello) Commenti (15)Per aggiungere un commento, accedi con il tuo Windows Live ID (se utilizzi Hotmail, Messenger o Xbox LIVE possiedi già un Windows Live ID). Accedi Non hai ancora un Windows Live ID? Registrati
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